Quantificazione del danno nell’azione di responsabilità ex art. 2393 c.c. contro ex amministratori

L’avv. Fabris e l’avv. Polloniato hanno assistito alcuni ex amministratori di società di capitali ammessa alla procedura di concordato in continuità che su impulso della Relazione ex art. 172 L.Fall. dell’organo commissariale ha richiesto sequestro conservativo per un danno di oltre Euro 50.000.000,00, calcolato con il criterio della differenza dei netti patrimoniali e conseguente alla prosecuzione dell’attività d’impresa dopo il verificarsi di una causa di scioglimento. 

Il Tribunale di Venezia – Sezione Specializzata in materia d’impresa, alla luce dell’art. 2486 cod. civ. in vigore, come modificato dal D. Lgs.- n. 14/2019 ha accolto l’eccezione sollevata dei legali degli ex amministratori e ribadito la tesi per cui la società richiedente la misura cautelare era tenuta ad assolvere in modo puntuale l’onere di allegazione, enunciando in maniera chiara e specifica sia gli addebiti imputati agli amministratori, sia il pregiudizio riconducibile alle condotte contestate. 

Il danno conseguente al mancato accertamento di una causa di scioglimento ed alla illegittima prosecuzione dell’attività caratteristica può essere riconosciuto in favore della società solo nella misura in cui sia direttamente riconducibile alla condotta dell’ex amministratore e quindi con imputazione delle sole perdite subite dalla società in conseguenza degli atti di prosecuzione dell’attività sociale.