Scioglimento contratti di locazione finanziaria nel concordato

In caso di richiesta di scioglimento del contratto di leasing nell’ambito del concordato si procede la concedente ha diritto alla restituzione del bene e dovrà provvedere alla “ricollocazione” del bene sul mercato mediante la vendita o la concessione a terzi con nuovo contratto di locazione finanziaria.

La ricollocazione deve avvenire “a valori di mercato”.

Ove il bene venga “ricollocato” a valori superiori al residuo credito in linea capitale, il concedente dovrà versare la differenza alla procedura, viceversa ove sia ricollocato a valori inferiori il leasing potrà far valere in sede concorsuale un credito pari alla differenza tra il residuo dovuto in linea capitale e quanto ricavato dalla nuova ricollocazione.

La disciplina sostanzialmente ricalca l’art. 72quater L.Fall. in ipotesi di fallimento; in giurisprudenza (Corte Appello Milano 414/2018) si è anche affermato che tale disciplina dispone un principio applicabile anche in caso di risoluzione intervenuta in epoca antecedente alla domanda di concordato; sul punto sembra prevalere l’orientamento contrario (Cass. 26320/2019 seppur non esplicitamente).

Per tale ultima ipotesi si tornerebbe ad applicare la disciplina della vendita con riserva di proprietà di cui all’art. 1526 c.c. (sostanzialmente la retroattività della risoluzione con conseguente restituzione delle rate riscosse salvo il diritto all’equo compenso per l’uso della cosa).

Art. 169 bis c.5 L.Fall.: “In caso di scioglimento del contratto di locazione finanziaria, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed è tenuto a versare al debitore l’eventuale differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o da altra collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato rispetto al credito residuo in linea capitale. La somma versata al debitore a norma del periodo precedente è acquisita alla procedura. Il concedente ha diritto di far valere verso il debitore un credito determinato nella differenza tra il credito vantato alla data del deposito della domanda e quanto ricavato dalla nuova allocazione del bene. Tale credito è soddisfatto come credito anteriore al concordato”.