I danneggiati a seguito di incidenti stradali e per casi di malasanità si rivolgono spesso a società di infortunistica con le quali concludono contratti talvolta di dubbia validità.
Nella fattispecie i parenti di una persona deceduta per un errore sanitario avevano incaricato una società d’infortunistica al fine di ottenere il risarcimento dei danni conseguenti alla perdita del famigliare.
Con la società d’infortunistica i danneggiati avevano sottoscritto un contratto che prevedeva il compenso pari al 20% del risarcimento che avrebbero conseguito.
I clienti non avrebbero dovuto anticipare le competenze ai professionisti di cui si sarebbe reso necessario l’intervento (medico legale ed avvocato).
Nel giudizio civile i clienti incaricarono il legale indicato dalla società d’infortunistica e raggiungevano una transazione con la compagnia assicurativa della struttura sanitaria. Saldate le competenze del legale, i danneggiati si rifiutavano di corrispondere alla società il compenso pari al 20% del risarcimento conseguito, come pattuito.
La creditrice promuoveva quindi un giudizio per conseguire la somma contrattualmente dovuta.
L’avv. Fabris ha seguito i clienti in quest’ultima controversia contro la società di infortunistica, ottenendo una sentenza innovativa, che integralmente accoglie le tesi sostenute, dichiarando che nulla è dovuto essendo il contratto sottoscritto e fatto valere in giudizio nullo per mancanza di causa.
Il giudice ha infatti ritenuto, come richiesto, che la pretesa del pagamento della percentuale del 20% non aveva giustificazione alcuna per le prestazioni di fatto non eseguite dalla società di infortunistica che di fatto si era limitata a segnalare i professionisti ai quali si erano rivolti i danneggiati.